VIAGGIARE CON LA SUPER VELOCITA’ ORA SI PUO’: 160KM IN 12 MINUTI

Hyperloop: il quinto mezzo di trasporto.Ieri 8 novembre gli Emirati arabi uniti hanno presentato una simulazione di trasporto passeggeri di ultimissima generazione che utilizza un sistema di capsule lanciate in tubi privi di attrito a velocità incredibili. L’idea originale è di Elon Musk , fondatore della Tesla Motors, che ha studiato il sistema di trasporto passeggeri più innovativo e veloce al mondo ( viaggia a velocità superiori di qualsiasi compagnia aerea) permettendo di coprire una distanza di 150 Km in pochissimi minuti. L’innovazione sta anche nell’eliminazione delle emissioni dirette, l’assenza di rumore e l’azzeramento dei ritardi e dell’errore umano. I primi test sono stati effettuati in California, ma la società Hyperloop One sta collaborando da qualche tempo con l’autorità dei trasporti di Dubai, proprio negli Emirati dove un team di ingegneri e scienziati da tutto il mondo sta sviluppando questo mezzo di trasporto che cambierà il mondo. Al momento si prevede che i primi prototipi saranno utilizzati per il trasporto merci , ma in tempi brevi lo estenderanno al trasporto passeggeri, collegando le principali città degli Emirati, un esempio della velocità di Hyperloop è percorrere Dubai – Abu Dhabi (circa 160km) in 12 minuti
Scritto da: Silvia Bianco

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La luce telecomanda il cervello modificando i comportamenti. Esperimento condotto sui topi

Possibile controllare con la luce singole cellule nervose e modificare di conseguenza dei comportamenti: lo dimostra l’esperimento che ha applicando dei fasci laser al cervello di topi, inducendo gli animali a bere una bibita a velocità diverse. Condotto dal gruppo coordinato da Karl Deisseroth e da Joshua Jennings, dell’università di Stanford in California, lo studio è stato presentata al convegno della Società Americana di Neuroscienze, come riporta anche Nature sul suo sito.
Deisseroth è pioniere della tecnica chiamata optogenetica, che utilizza la luce per attivare e disattivare specifici neuroni, ed è la prima volta che la tecnica viene usata per controllare un comportamento. Per il neuroscienziato Salvatore Aglioti, dell’università Sapienza di Roma, ”è un ulteriore passo in avanti in questo campo e potrebbe aprire la strada al controllo di specifici circuiti che controllano funzioni complesse, come la tendenza all’abuso di sostanze o le relazioni sociali”.
Più in generale l’obiettivo della ricerca è anche utilizzare il laser per ottenere la mappa completa e più precisa possibile delle funzioni controllate dal cervello. I ricercatori hanno condotto l’esperimento su topi che erano stati geneticamente modificati in modo da rendere sensibili alla luce i neuroni di una regione del cervello chiamata corteccia orbitofrontale, coinvolta nella percezione e reazione alla ricompensa.
In pratica i neuroni di questi topi contengono proteine che quando illuminate dal laser attivano le cellule. La novità, ha osservato Aglioti, è che ”sono riusciti con la luce laser ad accendere in modo selettivo singoli neuroni, finora invece si potevano controllare gruppi”. Grazie a questo, quando i ricercatori hanno colpito con fasci laser i singoli neuroni della ricompensa hanno aumentato il ritmo con cui i topi consumavano un frullato ad alto contenuto calorico

Europa, Facebook sospende condivisione dati con WhatsApp per finalità pubblicitarie

In Europa Facebook avrebbe sospeso la condivisione dei dati con WhatsApp per finalità di marketing. La notizia, riportata in prima battuta dal Financial Times e poi dalla stampa nazionale, fa seguito alle pressioni che ci sono state da più istituzioni verso la nuova politica sulla privacy del social network, basata su uno scambio di dati e informazioni fatta anche per profilare gli utenti a scopi pubblicitari. La condivisione dei dati per scopi pubblicitari sarebbe dunque sospesa fino a ulteriori chiarimenti.
facebook-whatsappLa decisione sarebbe legata alle pressioni delle autorità europee nei confronti della politica di privacy che era stata adottata alla fine dell’estate, quando era stato annunciato lo scambio dei dati fra il popolare servizio di chat e il social network. La modifica della politica della privacy annunciata da WhatsApp, che prevedeva la messa a disposizione di Facebook di alcune informazioni sugli account di singoli utenti anche per finalità di marketing, ha sollevato l’attenzione dei garanti privacy di tutta Europa. In Italia si sono mosse l’Autorità per la protezione dei dati personali e l’Antitrust
Il Garante Privacy italiano a settembre ha avviato un’istruttoria in cui invita WhatsApp e Facebook a fornire tutte le informazioni per valutare la situazione. In particolare, il Garante vuole sapere nel dettaglio la tipologia di dati che WhatsApp intende mettere a disposizione di Facebook, le modalità per l’acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati e le misure per garantire l’esercizio dei diritti sulla privacy. A questo ha fatto seguito, a ottobre, la mossa dell’Antitrust che ha avviato a sua volta una doppia istruttoria su WhatsApp per presunte violazioni del Codice del Consumo. L’Antitrust di fatto vuole accertare se gli utenti della popolare chat si siano sentiti costretti ad accettare le modifiche contrattuali e se alcune clausole non risultino vessatorie

Servizi pubblici locali. La fascia debole del paese è la famiglia

Le famiglie in condizioni di povertà assoluta, nel 2015, rappresentavano il 6,1% sul totale, rispetto al 5,7% dell’anno precedente. In termini di povertà relativa l’incidenza è del 10,4%, stabile rispetto al 2014. A fine 2014 era indebitato il 23% delle famiglie italiane per un ammontare medio di poco più di 44.000 euro. In questo quadro difficile tra le componenti che incidono sul livello di povertà o vulnerabilità non va sottovalutato il ruolo giocato dai servizi pubblici, che rappresentano un elemento importante nella quotidianità delle famiglie perché costituiscono uno strumento essenziale in termini di solidarietà sociale, redistribuzione della ricchezza ed esercizio dei diritti di cittadinanza.
Cittadinanzattiva ha realizzato una ricerca che mette in evidenza la situazione di debolezza in cui versano da tempo le famiglie italiane, non più supportate da un adeguato sistema di welfare. Così, debolezza e disomogeneità dei costi e dei servizi non trovano risposta da parte delle istituzioni. Il lavoro di ricerca, promosso da Forum Ania- Consumatori, prende in considerazione diversi aspetti della vita quotidiana, evidenziando per ognuno le difficoltà che una famiglia può incontrare.
Per quanto riguarda l’abitazione, ad esempio, le spese relative utenze rappresentano il 36,1% dell’intera spesa annua media delle famiglie italiane. Secondo i dati Istat nel 2014 l’81,5% delle famiglie ha un’abitazione di proprietà, mentre il restante 18,5% paga un affitto. Relativamente alle abitazioni di proprietà una voce che grava sulle famiglie è la Tasi per la quale in media si spendono 145 euro. Nel 2014, l’11,3% degli italiani ha dichiarato di avere arretrati nel pagamento delle bollette.
Le difficoltà ad accedere ai servizi si riscontrano anche al di fuori delle mura domestiche. Secondo i dati Istat, le spese media di una famiglia, legate all’utilizzo dell’automobile ammontano a 2.915 euro a fronte di una spesa legata al mezzo pubblico di 272 euro. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, ipotizzando l’acquisto di almeno un abbonamento annuale per famiglia e l’utilizzo di 48 biglietti di corsa semplice la spesa media sarebbe di circa 372 euro. Nei capoluoghi di regione italiani si va da un minimo di 268 a Potenza ad un massimo di 482 euro a Catanzaro.
Infine, ma non per incidenza sul budget familiare, l’analisi ha preso in esame le cure sanitarie per le quali nel 2015 la spesa media sostenuta da una famiglia è stata di 1.353 euro (il 4,5% della spesa media familiare annua). Tutte le Regioni prevedono sistemi di compartecipazione alla spesa sanitaria, ma tali sistemi si differenziano sia in relazione alle prestazioni su cui si applicano, sia in relazione agli importi che i cittadini sono tenuti a corrispondere, sia in relazione alle esenzioni previste.
Nel corso dell’evento di presentazione dei risultati, sono state rilanciate le proposte per un welfare equo e sostenibile realizzate da Forum Ania-Consumatori
(http://www.forumaniaconsumatori.it/images/pdf/proposte%20welfare_convegno%20forum%2020%20ottobre%202015.pdf

Censis e Forum Ania-Consumatori: troppi sprechi in sanità, ma in 13 mln saltano le liste d’attesa

Nel welfare italiano spesso fonte di sprechi molti cittadini si arrangiano: 13 milioni e mezzo di italiani hanno saltato le liste di attesa ricorrendo a conoscenze e raccomandazioni, oppure pagando. Si dichiarano contro sprechi e inefficienze nel welfare, favorevoli a tagli che colpiscano in modo mirato e non indiscriminato, convinti che la trasparenza sia fondamentale per un welfare sostenibile. Questo il quadro degli italiani che emerge da una ricerca fatta dal Censis in collaborazione col Forum Ania-Consumatori. Quasi sei italiani su dieci sono convinti che i tagli fatti nel welfare abbiano colpito sprechi e inefficienze, oltre il 70% pensa che ci siano troppi sprechi nella sanità, gran parte dei cittadini vorrebbe una comunicazione trasparente dei costi.
Gli italiani considerano essenziale il welfare per la coesione sociale e lo sviluppo, ma le difficoltà economiche hanno modificato lo scenario e cambiato la percezione dei cittadini riguardo determinati aspetti della spesa sociale – emerge dalla ricerca «La forza della trasparenza per il welfare italiano» realizzata dal Censis per il Forum ANIA-Consumatori – Infatti, sono sempre meno tollerati inefficienze, sprechi, comportamenti opportunistici, tanto più in un ambito che dispone di risorse pubbliche sempre più scarse e dovrebbe garantire il massimo della trasparenza nell’utilizzo delle risorse”. La metà dei cittadini pensa che in passato il welfare sia stato troppo generoso e che questo sia una causa della sua crisi; il 58,1% dei cittadini è convinto che molti dei tagli sinora operati nel welfare siano stati utili, colpendo sprechi e inefficienze. “I cittadini – spiega il Censis – esprimono pertanto consenso a una logica razionale della politica economica: sì ai tagli che sanno colpire sprechi e inefficienze; no ai tagli lineari, ciechi, indiscriminati”.
Consapevoli che esistono molti sprechi ma anche disposti ad arrangiarsi per saltare le liste di attesa. Ecco gli italiani di fronte alla sanità. Per il 71,4% dei cittadini ci sono troppi sprechi in sanità, con il 19% convinto che alcuni accertamenti diagnostici/o visite specialistiche a loro prescritti siano stati inutili. Il 71,3% ritiene ci siano sprechi nell’assistenza sociale (ad esempio pensioni d’invalidità ingiustificate). L’86,8% conosce persone che godono di prestazioni a cui non hanno diritto. In questo tipo di welfare i cittadini cercano di fare di soli. Come? In un anno, dicono dal Censis, “13,5 milioni di italiani dichiarano di aver saltato la lista di attesa ricorrendo a conoscenze, amicizie, raccomandazioni oppure facendo regali o pagando”.
Contro tutto questo serve trasparenza. La invocano quasi tutti. L’81,5% dei cittadini valuta infatti positivamente la possibilità di avere una comunicazione trasparente dei costi delle proprie prestazioni sanitarie. In particolare, oltre il 34,8% motiva la necessità di una comunicazione trasparente con il fatto che in questo modo tutti si renderebbero conto di cosa servono le tasse e la spesa pubblica; il 28,8% perché si potrebbero confrontare i costi di prestazioni uguali in strutture diverse, limitando gli sprechi; il 17,9% perché si potrebbe confrontare il costo della prestazione con la qualità del servizio. “Trasparenza – ha dichiarato Pier Ugo Andreini, Presidente del Forum ANIA-Consumatori – significa chiarezza nei costi, nei ruoli e soprattutto nelle aspettative. Il welfare è un patto sociale tra cittadini finalizzato a proteggere il proprio benessere e a tutelare il futuro proprio e spesso anche dei figli. Come tutti i patti, il principio di trasparenza nelle informazioni e di eticità nei comportamenti è fondamentale per il suo buon funzionamento. Assicuratori e Consumatori del Forum auspicano un effettivo impegno delle istituzioni a fornire ai cittadini informazioni tempestive, complete, semplici e trasparenti in materia di welfare, a partire dalla previdenza pensionistica.”

Wind: fatturazioni a 28 giorni anche per i vecchi utenti, possibile pratica scorretta

Continuano, purtroppo, i casi di modifica di tariffazione da parte delle compagnie telefoniche ai danni dei consumatori. Questa volta a cambiare le carte in tavola è Wind: l’azienda ha comunicato che anche i piani tariffari dei vecchi utenti, come già avvenuto per quelli dei nuovi clienti, saranno rimodulati a 28 giorni.In questo modo le fatture a carico degli utenti saranno 13 (e non più 12) con un aumento che l’Agcom stima intorno al 7%. Si tratta quindi di un escamotage per creare una sorta di “tredicesima mensilità”. Si tratta in effetti di una politica adottata ormai dalla maggioranza delle compagnie telefoniche che sempre più spesso propongono contratti di due giorni più corti.
Provvederemo a segnalare all’Agcom l’ennesima pratica commerciale scorretta da parte di Wind, ci aspettiamo quanto prima interventi incisivi e sanzioni esemplari alle aziende che mettono in atto comportamenti poco trasparenti a danno dei clienti. Ricordiamo agli utenti che hanno il diritto di recedere dal contratto senza costi di disattivazione né penali entro il 31 agosto, inviando una raccomandata A/R all’indirizzo: Wind Telecomunicazioni Spa – Servizio Disdette – Casella Postale 14155 – Ufficio Postale Milano 65 – 20152 Milano.

Telemarketing, Consumatori: tornare al sistema di opt-in

“L’estensione del registro delle opposizioni a tutte le numerazioni mobili e fisse, siano esse incluse o meno in elenchi pubblici, potrebbe costituire un volano per aumentarne l’efficacia, finora non sufficiente a tutelare effettivamente gli utenti dalle telefonate indesiderate”, ha affermato, secondo quanto riportato da fonti stampa, il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, nel corso di un’audizione in Commissione Lavori Pubblici a Palazzo Madama. L’incontro era appunto dedicato alla disciplina per l’iscrizione dei numeri delle utenze telefoniche fisse e mobili nel registro pubblico delle opposizioni, alla fornitura dei servizi internet nell’ottica della tutela della concorrenza e delle libertà di accesso degli utenti.
Cardani ha anche auspicato la futura estensione del registro delle opposizioni anche ad altre tipologie di contatto, quali e-mail ed indirizzi postali.
Le affermazioni di Cardani confermerebbero il fallimento dell’attuale sistema che prevede la manifestazione della volontà di non essere contattato dalle società che operano nel settore del telemarketing. Secondo le due associzioni sarebbe, dunque, opportuno tornare al vecchio sistema di opt-in.
“È questa, infatti, la modalità preferita da molti Paesi”,” l’opt-in è un meccanismo che prevede l’esplicito consenso da parte dell’utente per poter essere contattato telefonicamente a fini commerciali. Si tratta dell’unica soluzione per mettere in salvo i cittadini dalle insistenti molestie telefoniche delle aziende che svolgono attività di telemarketing, senza dover tribolare per iscriversi a un registro al fine di non essere più disturbati”.
Il Registro delle Opposizioni presenta diverse criticità, prima su tutte l’impossibilità di iscriversi per quei cittadini che, proprio per non essere disturbati dalle telefonate insistenti, si erano cancellati dagli elenchi telefonici. Inoltre, molti cittadini vengono contattati nonostante si siano iscritti al Registro.
“L’idea del portale unico per gestire i consensi può essere una strada interessante da percorrere, pur sempre con il presupposto che la concessione del consenso sia basata del sistema dell’opt-in”.

Riciclo RAEE: per l’economia circolare il mercato da solo non basta

“L’andamento dei prezzi delle materie prime ottenute dal trattamento dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) ci mette di fronte ad una verità incontrovertibile: l’economia circolare non può essere lasciata esclusivamente ai meccanismi del mercato, ma ha bisogno di essere accompagnata da meccanismi e misure appropriate che ne consentano l’affermazione e lo sviluppo”. È quanto emerge dal Forum Raee, promosso da Assoraee – Associazione Recupero Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche di FISE UNIRE, in collaborazione con il Centro di Coordinamento RAEE (CdC). La raccolta dei RAEE nel 2015 è stata pari a 249.254 tonnellate, con un aumento di circa l’8% rispetto al 2014 (dati CdC RAEE). Nonostante si tratti di un aumento evidentemente consistente, esso non è però sufficiente al raggiungimento dell’obiettivo del 45% di raccolta sull’immesso al consumo fissato al 2016 dal D.Lgs. 49/2014. Lontana è anche la soglia del 65% fissata al 2019. La ripartizione del dato generale per abitante mostra che la raccolta nel 2015 ha superato (di poco) i 4 kg, pur con le solite differenze tra Nord e Sud del Paese, rimanendo ancora molto lontana dell’obiettivo (circa 7,5 kg/ab) per il 1° gennaio 2016 e dai 10 kg previsti per il 2019.
Oltre alla necessità di aumentare la raccolta, un’altra difficoltà è relativa all’anello finale della filiera di gestione del rifiuto, ovvero sugli impianti di trattamento che ricevono i rifiuti dai Sistemi collettivi costituiti dai produttori. In questi ultimi anni, il valore delle materie prime seconde (ferro, rame, alluminio, plastica e così via) ha raggiunto livelli fortemente critici con conseguente riduzione dei ricavi generati dal settore, in presenza di un quadro normativo che spinge le aziende a costi incrementali, cui si aggiungono le specifiche richieste dei maggiori produttori tramite i consorzi.
Secondo ASSORAEE, il corrispettivo che gli impianti di recupero ricevono per il servizio di trattamento dei rifiuti deve tenere conto delle quotazioni correnti sul mercato dei materiali trattati, in calo in questi ultimi anni e comunque soggette a continue oscillazioni. Finchè i prezzi di mercato delle materie riciclate non rifletteranno la scarsità crescente delle risorse nel lungo periodo, occorre che il trattamento venga remunerato assicurando i processi necessari per ricavare dai rifiuti materiali riciclati di qualità, ottenuti nel rispetto dell’ambiente e della salute.
“La recente revisione dell’accordo sul trattamento RAEE”, ha evidenziato Giuseppe Piardi, presidente di ASSORAEE, “va nella giusta direzione di garantire l’applicazione di standard di qualità del trattamento ai più alti livelli in Europa, in attesa dell’adozione del Decreto sul trattamento adeguato, che consentirà controlli efficaci e pari condizioni operative agli impianti di trattamento a garanzia della libera concorrenza sul mercato”.
“In considerazione degli sforzi sostenuti dalle aziende che adottano tali standard per tutelare salute, ambiente e garantire maggiori quantitativi riciclati”, conclude Piardi, “occorre però che l’esperienza che stiamo portando avanti nell’ambito del sistema gestito dal CdC sia propedeutica alla fissazione in questo settore di standard obbligatori e regole uguali per tutti, con l’obiettivo di uniformare il mercato garantendo al contempo la sostenibilità economica del sistema”.

Ogm, il CdM approva la direttiva UE che permette di limitarne la coltivazione

Arriva l’ok del Consiglio dei ministri all’attuazione della direttiva europea (2015/421/Ue) che consente agli stati membri di decidere liberamente di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio o su parte di esso. Da oggi quindi l’Italia potrà dire no organismi geneticamente modificati o a gruppi di Ogm già autorizzati o in parte autorizzati a livello europeo.
In particolare, la direttiva prevede che, nel corso della procedura di autorizzazione di un determinato OGM o del rinnovo dell’autorizzazione, uno Stato membro possa richiedere di adeguare l’ambito geografico dell’autorizzazione in modo che tutto il territorio di tale Stato membro o parte di esso debba essere escluso dalla coltivazione. La richiesta di esclusione deve essere presentata alla ditta titolare degli Ogm per tramite della Commissione.
Se la ditta rifiuta di adeguarsi alla richiesta, lo Stato membro può prendere decisioni a livello nazionale per vietare o limitare la coltivazione dell’Ogm in questione sulla base di motivi legati a: obiettivi di politica ambientale; pianificazione urbana e territoriale; uso del suolo; impatti socio-economici; esigenza di evitare la presenza di OGM in altri prodotti; obiettivi di politica agricola; ordine pubblico

ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI: AL VIA CON RICHIESTE FINO AL 23 GENNAIO 2017

Dal 5 Novembre è scaricabile dal sito di Equitalia il modulo per accedere alla cosiddetta sanatoria delle cartelle esattoriali (1) emesse a seguito di iscrizioni a ruolo avvenute negli anni dal 2000 al 2015.
Il decreto legge 193/2016 che ha disposto l’eliminazione di Equitalia dal prossimo Luglio (2017), sostituita da una sezione dell’Agenzia delle Entrate creata allo scopo che agirà nello stesso ambito e con poteri immutati se non ampliati, ha anche disposto una sorta di rottamazione delle cartelle per cercare di sveltire i processi di smaltimento delle posizioni gestite da Equitalia stessa.
In pratica i debitori coinvolti possono liberarsi del proprio debito pagando un importo ridotto in un’unica soluzione o a rate, evitando sanzioni ed interessi di mora e pagando solo la parte capitale (debito iscritto a ruolo), gli interessi legali e i compensi della riscossione.
Il conteggio esatto di quanto pagare non è a carico del debitore che deve semplicemente inoltrare la richiesta utilizzando il modulo predisposto. Sarà poi Equitalia a comunicare quanto e quando pagare.
Tutte le informazioni utili sulla nuova scheda pratica Rottamazione cartelle esattoriali 2000/2015: come accedere (2), con le seguenti sezioni:
CHI PUO’ FRUIRNE
CASI ESCLUSI
PROCEDURA
COME SI PAGA
CONSEGUENZE DELL’OTTENIMENTO DEL PAGAMENTO RIDOTTO
MANCATO PAGAMENTO DELLE RATE, CONSEGUENZE
AVVISI DI ACCERTAMENTO ESECUTIVI E AVVISI INPS: SONO INCLUSI?
FONTI NORMATIVE

1- http://www.gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/it/modulistica/Definizione-agevolata/index.html#
2 – http://sosonline.aduc.it/scheda/rottamazione+cartelle+esattoriali+2000+2015+come_25091.php