Energia: forte riduzione per l’elettricità -5,4%, leggero aggiustamento per il gas +0,8%

risparmi complessivi di 125 euro/anno per la famiglia-tipo; influiscono basse quotazioni all’ingrosso e calo oneri generali. Completata la riforma della tariffa domestica

Nel primo trimestre 2020 bollette dell’energia elettrica in deciso ribasso e sostanziale stabilità per quelle del gas. Il forte calo del fabbisogno per gli oneri generali, il contenimento delle tariffe regolate di rete (trasporto e distribuzione) e le basse quotazioni delle materie prime nei mercati all’ingrosso portano infatti ad una riduzione del -5,4% per l’elettricità e ad un leggero aggiustamento per il gas, +0,8% per la famiglia tipo[1] in tutela

Per quanto riguarda una misurazione degli effetti sulle famiglie (al lordo tasse), per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole[2] (compreso tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020) sarà di 544,2 euro, con una variazione del -2,9% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° aprile 2018 – 31 marzo 2019), corrispondente a un risparmio di circa 16 euro/anno. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.040 euro, con una variazione del -9,5% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un risparmio di circa 109 euro/anno. Rispetto all’anno scorrevole, quindi, il risparmio complessivo per la famiglia tipo per elettricità e gas è di circa 125 euro/anno.

Con il primo aggiornamento valido per il nuovo anno viene poi completata la riforma delle tariffe domestiche, eliminando il gradino che ancora era presente nella struttura dei soli oneri generali di sistema.

La riforma delle tariffe domestiche, in un percorso di gradualità, è stata definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ed aveva già eliminato la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Il completamento di questa riforma permette di rimuovere la penalizzazione alla diffusione di elettrotecnologie più efficienti come le pompe di calore, le piastre a induzione e i veicoli elettrici. Nella medesima prospettiva, sono state prorogate anche al 2020 le agevolazioni per il cambio di potenza del contatore elettrico con costi ridotti. I clienti – che possono ormai scegliere la ‘taglia’ di potenza più adatta al proprio stile di consumo – potranno ancora beneficiare nel mercato tutelato della riduzione dei costi ‘una tantum’ e dei contributi previsti per i singoli ‘scatti’.

Per le famiglie in stato di bisogno va ricordata l’importante agevolazione dei Bonus sociali, resi automatici in bolletta dal 2021 per tutti gli aventi diritto. Una novità approvata nel recente Decreto Fiscale, più volte richiesta dall’ARERA a Governo e Parlamento, che garantirà l’accesso agli aiuti sulla spesa energetica, senza aggravi burocratici, a 2,6 milioni di famiglie.

Per quanto riguarda l’aggiornamento delle condizioni di tutela del primo trimestre 2020, le variazioni riflettono sia la debolezza della congiuntura economica, sia temperature stagionali miti. Ciò è vero, in particolare, per il mercato del gas naturale, determinante anche per la produzione elettrica. In questo infatti, nonostante il calo della produzione europea e i rischi di natura geopolitica per gli approvvigionamenti extraeuropei, si registrano quotazioni contenute anche in ottica prospettica (nonostante la stagione invernale), supportate da abbondanti arrivi di gas liquefatto in Europa e dagli elevati livelli degli stoccaggi.

Per l’energia elettrica la riduzione finale è il risultato del calo dei costi della  materia  energia (-2,6% sulla spesa della famiglia tipo) e della forte diminuzione della componente degli oneri generali di sistema (-2,8%), determinata da una riduzione dell’elemento A3 per gli incentivi alle rinnovabili e di alcuni elementi di A-Rim, resa possibile dal buon andamento nella gestione dei conti di cassa, dalla revisione dei fabbisogni e dal ripristino della piena normalità dopo le azioni di recupero per le scelte pro-consumatori del 2018. Complessivamente stabili le tariffe regolate di rete (trasmissione, distribuzione e misura), che tengono conto degli aggiornamenti appena approvati di metà periodo regolatorio.

Si arriva così al -5,4% per l’utente tipo in maggior tutela.

 

Per il gas naturale l’andamento è sostanzialmente determinato da un leggero aumento della spesa per la materia prima (+1,3% sulla spesa della famiglia tipo), legata principalmente alle quotazioni attese nei mercati all’ingrosso nel prossimo trimestre invernale, controbilanciato da un calo delle tariffe regolate di trasporto e distribuzione (-0,4%), reso possibile dalla revisione delle regole tariffarie di periodo e da un leggero calo anche per gli oneri generali (-0,1%).

Si arriva così al +0,8% per l’utente tipo in tutela.

 

Via libera preliminare al Taser

L’arma comune a impulsi elettrici, il cosiddetto Taser, entrerà nell’equipaggiamento ordinario dell’armamento in dotazione agli operatori dell’amministrazione della pubblica sicurezza e della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi in esame preliminare, su proposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, un regolamento che modifica le norme (decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 1991, n.359) sui criteri per la determinazione di armamento e munizioni, nell’ottica di un generale ammodernamento adeguato alle esigenze operative attuali.

Il Taser è impiegato attualmente in via sperimentale, dopo la prima autorizzazione all’uso con il decreto legge n.119/2014 e la successiva proroga fino ad oggi. Il suo utilizzo dovrà sempre avvenire nel rispetto delle cautele necessarie per la salute e l’incolumità pubblica, e secondo principi precauzionali condivisi con il ministro della Salute.

Le modifiche approvate oggi in via preliminare intervengono anche sulle caratteristiche dello sfollagente, e di alcune armi da fuoco.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente e del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha individuato nel prossimo 8 marzo la data per lo svolgimento delle elezioni suppletive del Senato della Repubblica nel collegio uninominale 2 della regione Umbria. Il governo proporrà pertanto tale data al Presidente della Repubblica, che indirà con proprio decreto i comizi elettorali.

Su proposta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il Consiglio dei ministri ha inoltre deliberato il seguente movimento di prefetti:

  • Marco Valentini, da direttore dell’ufficio Affari Legislativi e Relazioni Parlamentari è destinato a svolgere le funzioni di prefetto di Napoli;
  • Riccardo Paolo Carmelo Antonio Carpino, è destinato a svolgere le funzioni di direttore dell’Ufficio Affari Legislativi e Relazioni Parlamentari, cessando dalla disposizione con incarico ai sensi della legge 30 dicembre 199l, n.410;
  • Pierluigi Faloni, da direttore centrale per gli Affari generali presso il dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, è destinato a svolgere le funzioni di prefetto di Modena.

 

Il lastrico solare appartiene al condominio e non all’inquilino dell’ultimo piano

on ha titoli il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano. E ciò anche se al terrazzo si accede soltanto dall’abitazione mentre al catasto risulta riaccorpato ai locali sottostanti. Ricognizione della giurisprudenza della Cassazione in tema di fabbricati e tetti

E ciò anche se al terrazzo si accede soltanto dall’abitazione mentre al catasto il lastrico risulta riaccorpato ai locali sottostanti. Da una parte pesa la presunzione di condominialità ex articolo 1117 del codice civile, dall’altra la circostanza che i dati del catasto sono utili soprattutto a fini fiscali. È quanto emerge dall’ordinanza 22339/19, pubblicata dalla seconda sezione civile della Cassazione, che ha accolto il ricorso del vicino, che non ci sta: ritiene un «furto» l’operazione compiuta dal condomino dell’interno 23, che ha recintato lo spazio in cima al fabbricato per utilizzarlo come terrazzo. Il condominio rinuncia all’azione in primo grado e resta contumace nel secondo. Sbaglia la Corte d’appello a riformare la sentenza dal Tribunale, rigettando la domanda di rilascio sul rilievo che il lastrico solare costituirebbe una pertinenza esclusiva dell’appartamento sottostante perché è raggiungibile solo da quell’unità immobiliare. In realtà il tetto dell’edificio svolge la funzione di proteggere lo stabile, anche se può diventare oggetto di usi accessori e dunque essere sfruttato come terrazzo. Vale dunque la presunzione ex articolo 1117 cc secondo cui la proprietà esclusiva deve risultare in modo chiaro e univoco dal titolo di acquisizione dell’immobile.

Un tempo il fabbricato apparteneva a un ente pubblico che in seguito aveva dismesso l’appartamento dell’interno 23 in favore di un’immobiliare, la quale l’aveva venduto agli attuali proprietari: la natura di pertinenza esclusiva, dunque, sarebbe dovuta risultare dall’originario atto di trasferimento. Il diritto di proprietà, al pari dei diritti reali, non può essere provato sulla base delle annotazioni contenute nei registri catastali, che costituiscono semplici indizi: la titolarità di un immobile può essere acquisita soltanto con un contratto scritto a contenuto traslativo con il precedente titolare del diritto, mentre un negozio di mero accertamento può aiutare a fare chiarezza sulla situazione giuridica ma non sostituire il titolo costitutivo. Parola al giudice del rinvio.

 

Lavoro: i contratti a termine sono in frenata. Il reddito di cittadinanza è un fallimento

Il decreto dignità, con la reintroduzione delle causali per i contratti a termine di durata superiore ai 12 mesi e l’aggravio contributivo dello 0,5% che scatta ad ogni rinnovo ha favorito un maggior turnover

La verifica a tutto tondo nella maggioranza riapre la riflessione sulle modifiche al decreto dignità che ha cambiato la disciplina dei contratti a termine, così come sul reddito di cittadinanza, alla luce dell’impatto che hanno avuto sul mercato del lavoro.

Il decreto dignità, con la reintroduzione delle causali per i contratti a termine di durata superiore ai 12 mesi e l’aggravio contributivo dello 0,5% che scatta ad ogni rinnovo (somministrazione inclusa), introdotto nell’estate 2018, che va ad aggiungersi all’addizionale fissa dell’1,4%, ha favorito un maggior turn over.

Frenano i rinnovi dei contratti a termine
In sostanza alla scadenza dei 12 mesi invece di rinnovare il contratto a termine, diventato più oneroso e a rischio di contenzioso (per le causali), molti datori di lavoro preferiscono assumere un altro lavoratore. È quanto emerge dai dati Istat che tra luglio 2018 e ottobre 2019 (ultimo dato disponibile) evidenziano come i dipendenti a termine sono 56mila in più, si è passati infatti da 3.062.000 a 3.118.000.
Ma nel contempo il saldo tra assunzioni e cessazioni con contratti a termine registrato dall’Inps mette in luce che si è passati da un saldo netto positivo di 33.770 contratti a luglio 2018 ad una caduta a -20.133 di ottobre 2019. Lo stesso fenomeno è accaduto per la somministrazione, dove si è passati nello stesso arco temporale da un saldo positivo di 16.747 rapporti di lavoro ad uno negativo di -76.892. (ilsole24ore)

 

Firmato l’accordo sui tappi anti-rabbocco a biglia nelle bottiglie di olio vergine

Il 16 dicembre 2019 è stata formalizzata la sottoscrizione del Protocollo d’intesa al fine di tutelare i consumatori verso i rischi che possono sorgere in caso di manomissione dei tappi con biglia in funzione anti-rabbocco, presenti in alcune bottiglie di oli vergini.

Il MISE, in collaborazione con il Ministero della salute e il Ministero delle politiche agricole e forestali, ha promosso l’adozione di un accordo per eliminare dal mercato un particolare dispositivo anti-rabbocco a vite composto di tre pezzi + biglia che, in taluni casi di uso improprio da parte del consumatore, può determinare la caduta della sfera nelle pietanze. Ciò con evidenti rischi per la salute.

L’iniziativa ha incontrato il sostegno di tutte le associazioni di categoria interessate (produttori, confezionatori e distributori di olio, pubblici esercizi e gestori di mense) oltre che dei principali produttori di tappi.

È in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l’avviso dell’avvenuta pubblicazione del protocollo sul sito web del Ministero.

 

 

SCONTRINO ELETTRONICO. Dal 2 Gennaio è scattato l’obbligo

Sono obbligati i Commercianti e tutti quelli che emettono oggi le ricevute fiscali ( ristoranti, alberghi, artigiani ecc.)
In realtà l’obbigo esisteva già dal 1° luglio 2019 ma solo per coloro che nel 2018 avevano generato un volume d’affari superiore a 400.000 euro. Ora invece tutti gli operatori economici sono interessati.
Le operazioni individuate dal Dm 10 maggio 2019 invece sono esonerate dall’obbligo di memorizzazione elettronica. In pratica tutte le operazioni per le quali anche in precedenza l’esercente non era obbligato ad emettere scontrino o ricevuta (per esempio le corse dei taxi, le vendite di giornali, ecc.), le prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, le operazioni effettuate a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto internazionale.
Il consumatore non riceverà più uno scontrino o una ricevuta ma un documento commerciale, che non ha valore fiscale ma che potrà essere conservato come garanzia del bene o del servizio pagato, per un cambio merce, eccetera.
Da luglio però, grazie ai nuovi registratori telematici (registratori di cassa in grado di connettersi a internet) a disposizione in ogni negozio, si potrà partecipare alla lotteria degli scontrini, considerata dal governo una nuova possibile arma anti-evasione.
Cosa cambia per i commercianti
Con l’introduzione dei corrispettivi elettronici, spiega l’Agenzia delle Entrate in un approfondimento dedicato alla novità, non occorrerà più tenere il registro dei corrispettivi. La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati direttamente all’Agenzia sostituiscono infatti gli obblighi di registrazione delle operazioni effettuate in ciascun giorno.
Inoltre, non sarà più necessaria la conservazione delle copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti (come avveniva, per esempio, con le copie delle ricevute fiscali), con conseguente riduzione dei costi e vantaggi operativi.
Questo sistema consentirà all’Agenzia di acquisire tempestivamente e correttamente i dati fiscali delle operazioni per metterli a disposizione – mediante servizi gratuiti – degli stessi operatori Iva o dei loro intermediari, supportandoli nella compilazione della dichiarazione Iva e nella liquidazione dell’imposta.
Per l’acquisto del registratore telematico o per l’adattamento del vecchio registratore di cassa è concesso un contributo sotto forma di credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento.

 

Milleproroghe, Mattarella ha firmato Decreto: da febbraio arriva Rc auto familiare Confermato bonus “verde” fino al 31 dicembre 2020

È arrivata in zona Cesarini, nella tarda serata di ieri, lunedì 30 dicembre, la firma del Presidente della Repubblica Mattarella sul Decreto Milleproroghe pronto a sbarcare in Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione, probabilmente già oggi, martedì 31 dicembre. 

A causa della mancata intesa nella maggioranza su alcuni punti, il testo era stato approvato lo scorso 23 dicembre scorso con la formula “salvo intese”  clausola colma d’incertezze, che riguarda, in particolare, il tema spinoso della decadenza delle concessioni autostradali con forti tensioni nella maggioranza, da superare in tempi strettissimi.

Slitta al 16 febbraio entrata in vigore della nuova Rc auto familiare

Confermato lo slittamento al 16 febbraio dell’entrata in vigore della nuova Rc auto familiare permetterà di beneficiare della fascia assicurativa più bassa fra i veicoli di proprietà del nucleo familiare. Sulle concessioni, oltre alla stretta su quelle autostradali, con l’ultima bozza arriva lo slittamento al 30 giugno per i pagamenti dei canoni demaniali sia per le spiagge che quelli per i porti turistici.

Bonus “verde” fino al 31 dicembre 2020 –

Nel pacchetto anche la conferma “bonus verde” del 36% sulle spese sostenute per giardini, terrazze e parti comuni di edifici condominiali; la data del 1° gennaio 2022 per l’addio al mercato tutelato nei settori dell’energia elettrica (clienti domestici e piccole imprese connesse a bassa tensione) e del gas naturale solo per clienti domestici e lo stop degli aumenti dei pedaggi autostradali.

Buone notizie anche per gli amanti delle due ruote “ecologiche”: anche il prossimo anno sarà infatti possibile usufruire degli incentivi per l’acquisto di motorini o scooter ibridi ed elettrici rottamando motorini o scooter Euro 0-Euro3.  

Nel frattempo, mentre il Premier Conte rilancia l’azione di Governo fino al 2023 elogiando l’operato dell’esecutivo, la Cisl boccia la Legge di Bilancio: “È una manovra insufficiente, fatta per lo più per evitare l’aumento dell’Iva ma che non darà quella spinta oggi necessaria per la crescita del Paese”, scrive Annamaria Furlan sulla pagina Facebook del sindacato. “È sicuramente un fatto positivo che si sia evitato anche quest’anno l’aumento dell’Iva e che si sia prevista, a partire però da metà anno, anche una lieve riduzione del cuneo fiscale sulle buste paga – prosegue la Segretaria generale –  Ma questo non basta a far crescere il paese ed a favorire l’occupazione dei tanti giovani in cerca di lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno. 

 

Diffida di AGCOM alle compagnie telefoniche per la sottrazione di 1 euro sulle ricariche da 5 e 10 euro e sanzioni dell’antitrust contro il “winback”

L’Agcom diffida le compagnie telefoniche sui nuovi tagli di ricarica da 5 e 10 euro meno 1 per servizi e giga aggiuntivi, riconoscendo quindi la messa in atto di una pratica non trasparente per i Consumatori

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha in sostanza intimato a Tim, Vodafone e Wind Tre, di rispettare la legge Bersani che aveva abolito i costi di ricarica. I tre operatori telefonici hanno 30 giorni per rimettersi in regola e cancellare i costi occulti di ricarica.

L’ESPOSTO di Guardiacivica
GUARDIACIVICA ha presentato un esposto all’Antitrust segnalando la pratica scorretta e ricorrente che le compagnie telefoniche hanno promosso allo scopo di ripescare costi di ricarica che la precedente normativa Bersani aveva esplicitamente escluso, vietando l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate.

Ricariche da 5 e 10 euro
Quello rende più odioso il comportamento dei gestori telefonici è il fatto che I tagli di ricarica coinvolti sono quelli più acquistati dai soggetti economicamente più vulnerabili, quindi giovanissimi e utenti meno abbienti.

Sanzioni dell’Antitrust contro il “Winback”
Prima delle diffida di AGCOM vi era stata anche la decisione dell’Autorità Antitrust (agcm) che ha sanzionato Wind Tre e Vodafone per le pratiche commerciali scorrette nella promozione di offerte personalizzate su telefonia mobile rivolte a ex clienti (le cosiddette offerte winback), senza dare informazioni chiare sul prezzo o su ulteriori costi delle offerte.
Una winback, in parole molto semplici, altro non è che un’offerta spesso molto vantaggiosa che un operatore telefonico mette a disposizione soltanto degli ex clienti, con l’obiettivo preciso di invogliarli a ritornare suoi clienti

 

Manovra finanziaria: la camera approva con 312 voti favorevoli e 153 contrari

Via libera definitivo dell’Aula della Camera alla Manovra, su cui il governo ha incassato la fiducia. I voti a favore sono stati 312, 153 i contrari, due gli astenuti. In Aula al momento della votazione era presente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

A pochi minuti dal voto finale sulla Manovra, mentre interviene Leonardo Donno di M5S, i deputati di Fdi espongono uno striscione in Aula alla Camera con la scritta “M5S parlava di rivoluzione, ora pensa solo a mangiare il panettone”. E’ bagarre. Intervengono i commessi. Federico Mollicone, tra i deputati Fdi che espone lo striscione, sale sui banchi ed il presidente Fico lo espelle. Mollicone dapprima fa resistenza, poi viene accompagnato fuori dall’Emiciclo dai commessi mentre la maggioranza urla “Fuori, fuori!”.

Nessun aumento Iva, taglio del cuneo fiscale, lotta all’evasione e incentivi a chi usa le carte di credito, superticket addio dal primo settembre. E poi plastic tax e sugar tax. Per il cuneo fiscale tre miliardi per il 2020 e 5 per il 2021. Oltre che da un maggior ricorso al deficit e dalla spending review, la legge è finanziata dalla stangata sui giochi.”Da gennaio ci siederemo con le parti sociali per decidere come usare al meglio le risorse e avviare un grande lavoro di riforma per avere un fisco più semplice più giusto e ridurre la pressione fiscale su lavoro e impresa”.

Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al Tg5 commentando il voto finale sulla manovra in corso alla Camera. “Scampare l’aumento dell’Iva non era affatto scontato, abbiamo fatto un piccolo miracolo”. Lo ha ribadito il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al Tg5 commentando il voto finale in corso alla Camera, dove il governo ha già incassato la fiducia. “Come dimostrano i voti – ha sottolineato – questa maggioranza è solida e ha la prospettiva di lavorare con un orizzonte di legislatura” per mettere in campo “riforme ambiziose per un Paese più forte e più giusto”.

Ecco le misure del provvedimento da 32 miliardi: Nessun aumento dell’Iva, taglio del cuneo fiscale, lotta all’evasione, che si traduce in incentivi all’uso delle carte di credito, e stop al superticket. E poi plastic tax e sugar tax. I refrain della Manovra tratteggiano lo scheletro del provvedimento che, per essere definitivo, attende solo il via libera dalla Camera. Il blocco dell’aumento dell’Iva è costato 23 miliardi di euro: il valore complessivo della manovra è di 32 miliardi. Il mancato disinnesco dell’aumento sarebbe pesato per circa 541 euro all’anno sui budget familiari. Per il cuneo fiscale sono stati stanziati 3 miliardi per il 2020 e 5 per il 2021: entra in vigore a luglio 2020 e si tradurrà in circa 50 euro in più nelle buste paga dei lavoratori al di sotto di una certa soglia di reddito.

Partono 5 nuove tasse, ma premi a chi paga con carta  – La parte “dare” è legata all’impatto che alcune tasse avranno sul costo dei prodotti, come la sugar tax sulle bibite. La parte “avere” sarà sotto forma di bonus befana e lotteria degli scontrini, che garantiranno il rimborso di una quota degli acquisti fatti con carta di credito. Sono i provvedimenti più “pop” di manovra e dl fisco, quelli che avranno un effetto facilmente constatabile sui portafogli: cinque nuove tasse e il cosiddetto piano “cashless”.

Oltre alla sugar e alla plastic, il primo capitolo comprende le tasse sulle auto aziendali, quella sulle cartine per le sigarette fai da te e quella sui giochi. La sugar tax e la plastic tax hanno praticamente monopolizzato il dibattito politico. In un primo momento, le bozze della manovra prevedevano che entrassero in vigore a gennaio. La tassa sulla plastica, da applicare sugli imballaggi monouso, era fissata a un euro al chilogrammo. Quella sullo zucchero, che grava sulle bevande analcoliche, a 10 centesimi al litro. Alla fine, la prima è stata ridotta a 45 centesimi ed entrerà in vigore a luglio. La seconda è rimasta tale e quale come ammontare, ma è slittata a ottobre.

C’è poi il fringe benefit, cioè il ‘peso’ in busta paga delle auto aziendali. Dopo un batti-ribatti all’interno della maggioranza di governo, dalla stretta ipotizzata in un primo momento si è passati a una rimodulazione, che azzera di fatto il maggior gettito atteso dallo Stato. La revisione della tassazione sui mezzi aziendali si è trasformata quindi in un incentivo all’acquisto di mezzi “green”. Le nuove disposizioni si applicheranno infatti solo ai nuovi contratti e prevedono che l’impatto delle auto ecologiche sugli stipendi scenda dal 30% al 25%, e che quello delle auto più inquinanti salga fino al 60%.

Un’altra tassa che potrebbe avere impatto diretto sui portafogli riguarda i fumatori. Non tutti, solo quelli che rollano le sigarette. L’imposta si applica alle cartine e ai filtri ed è di 0,0036 euro “per ciascun pezzo contenuto nella confezione destinata alla vendita”: quindi, una confezione da 50 cartine costerà 0,18 centesimi in più.

Anche a giocare ci sarà un po’ meno gusto. La manovra prevede infatti che dal 15 gennaio il prelievo sulle vincite alle slot oltre i 200 euro salga da 12 per cento al 20 per cento. Per le lotterie istantanee, come i gratta e vinci, dal primo marzo il prelievo sulle vincite oltre 500 euro passerà dal 12 per cento al 20 per cento.

C’è però anche una lotteria che premia senza trattenere. E’ quella degli scontrini, che scatterà a luglio. I dettagli sono ancora da definire, ma dovrebbe prevedere estrazioni mensili, con premi da 10 mila euro, 30 mila euro e 50 mila euro, e una annuale più consistente. Parteciperanno i consumatori che hanno fatto acquisti con carte e bancomat. Con il Bonus befana, agli acquirenti verrà restituita, in un’unica soluzione, una quota delle spese fatte nell’anno precedente, sempre con carte o bancomat: “Credo che arriveremo a far trovare nei conti correnti fino a 2 mila euro”, ha ipotizzato il premier Giuseppe Conte

Sono saltate invece all’ultimo minuto la legalizzazione della cannabis light e la Tobin tax, che avrebbe tassato dello 0,04% alcuni tipi di transazioni finanziarie on line. E per le clausole di salvaguardia Iva disinnescate, altre sono state innescate: rispetto a quanto previsto dalle vecchie manovre, c’è il rischio di ulteriori 303 milioni di accise sui carburanti nel 2021. Il compito di sterilizzarlo spetterà al governo che scriverà la prossima manovra.

 

Dal 1° gennaio 2020 Bonus sociale acqua, luce e gas esteso a 200 mila nuove famiglie

ARERA alza il tetto ISEE per ottenerlo. Accoglie con favore automatismo sconto in bolletta, Bonus rifiuti e allargamento Bonus idrico in fase di approvazione nel DL Fiscale

Dal 1° gennaio 2020 Bonus sociale acqua, luce e gas esteso a 200 mila nuove famiglie. ARERA alza infatti da 8.107,5 a 8.265 euro la soglia massima ISEE (indicatore situazione economia equivalente) per poter ottenere il Bonus sociale di sconto da applicare sulle bollette di acqua, luce e gas. Restano invece invariate le condizioni alternative per ottenerlo: famiglie con almeno 4 figli a carico e ISEE non superiore a 20 mila euro, nucleo titolare di Reddito/Pensione di cittadinanza oppure per i casi in cui una grave malattia costringa all’utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l’energia elettrica (elettromedicali) indispensabili per il mantenimento in vita. È quanto prevede la delibera 499/2019/R/com che ha adeguato la soglia ISEE sulla base dell’indice dei prezzi ISTAT.

Importante però che i cittadini si attivino per richiederlo al proprio Comune di residenza o presso un ente designato come CAF e Comunità montane. Da quando esiste questa agevolazione, infatti, le persone che effettivamente hanno richiesto e ottenuto il bonus di sconto non è andato oltre il 35% degli aventi diritto.

Anche per questo l’ARERA accoglie con favore le possibili novità in via di introduzione nel cd Decreto fiscale (articolo 57 bis dl 124 del 2019), in fase di conversione in Legge, che prevedono l’introduzione del Bonus rifiuti e l’allargamento del Bonus acqua non solo al consumo ma anche ai costi relativi a fognatura e depurazione, e dal 2021 il riconoscimento automatico dei Bonus applicati direttamente in bolletta alle famiglie che ne hanno diritto senza necessità di doverlo richiedere come avvenuto finora.

“Attendiamo il provvedimento in fase di approvazione, che registrerebbe i nostri ripetuti appelli in merito all’automatismo del bonus – dichiara Stefano Besseghini, presidente ARERA -. Con la segnalazione del giugno scorso a Parlamento e Governo abbiamo infatti chiesto di cambiare l’attuale legge per azzerare le incombenze delle famiglie e applicare automaticamente il bonus in bolletta, consentendo lo scambio dei dati necessari tra le amministrazioni interessate e valorizzando il ruolo dei Comuni a supporto e informazione dei cittadini. Garantiremmo così la copertura della spesa energetica e idrica a circa 2,4 milioni di famiglie pari a circa 7,4 milioni di persone”.